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domenica 13 luglio 2014

La vendetta della Donna Cocomero


Ormai la mia trasformazione nella Donna Cocomero è quasi completa. Mi sento una via di mezzo tra un panda - vengo indicata per strada ai bambini, mi regalano frutta e caramelle, mi accarezzano la pancia come portafortuna - e una vendicatrice mascherata, pronta a difendere gli oppressi e colpire i cattivi (a furia di panzate, ovvio).

E' strano, da quando sono incinta ho un senso della giustizia (o più esattamente dell'ingiustizia) molto più sviluppato. Vorrei far nascere Piccolé in un posto migliore ed essere io stessa una persona migliore. Solo leggere i giornali ora mi fa montare l'indignazione pagina dopo pagina, e dire che avevo coltivato con tanta fatica un minimo di cinismo! Visti certi ambientini che frequento è una questione di sopravvivenza. 

A peggiorare le cose, papà dalle vacanze (in Sardegna, non a Santiago de Cuba) mi ha mandato la foto di un murales bruttino di Che Guevara con la frase "Soprattutto siate capaci di sentire nel profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque un qualsiasi parte del mondo. E' la qualità più bella di un rivoluzionario". Sembrava un messaggio che arrivava dalla me-stessa quattordicenne.

Attenti, una panzata vi seppellirà.






sabato 5 luglio 2014

Bibidibobidibù - sogni, parti e assemblee



Assemblea o mare, mare o assemblea, questo è il dilemma. Proprio adesso che ne avrei più bisogno il mio spirito sindacale latita. E poi iniziano i saldi, e poi fa caldo. Il nuovo contratto è una porcheria? La mia testa rifiuta di dedicargli più di una decina di secondi, persa in tutti altri pensieri. 

Per esempio, l'altra notte ho sognato che una mia amica ostetrica era una maga: tirava fuori Piccolé dalla mia pancia così ci potevamo giocare. Non tagliava il cordone ombelicale e, dopo un po', la rimettevamo dentro perché doveva finire di prepararsi per nascere davvero. La fata conosceva anche un trucco per vedere dentro la pancia con un foglio di carta come se fosse un'ecografia, funzionava un po' come quando, da piccola, mettevi un disegno sul vetro della finestra per ricalcarlo. Affascinante. 


ps Già che ci sono, provo a rendermi utile. Ancora non è ufficiale, ma presto arriveranno i nuovi voucher per il nido o la baby-sitter. Bisogna fare attenzione perché l'anno scorso l'operazione è passata sotto silenzio e non ha potuto usufruirne quasi nessuno (le beneficiarie sono state meno di 4000). Scrive il sottosegretario al Lavoro, Teresa Bellanova, sull'Unità del 4 luglio: "in tempi brevi saranno effettive queste novità: la madre che rientra al lavoro può richiedere entro il 31 dicembre (senza più dover ricorrere al click day) un contributo da utilizzare per pagare la baby sitter o per l'asilo nido pubblico o privato accreditato; da 300 euro mensili il contributo passa a 600". Speriamo che non sia una bolla di sapone.



sabato 28 giugno 2014

Scoperte del settimo mese di gravidanza - ninja, cervi e telecomandi




Scoperte del settimo mese di gravidanza:
  1. La pianura a Roma non esiste, se non stai arrancando in salita inizia a preoccuparti per il ritorno.
  2. Le macchie solari delle donne incinte non sono una leggenda (A. tutto contento - Guarda! Sei piena di lentiggini - doh!).
  3. Forse potrai controllare le smagliature, ma la cellulite... vince sempre lei!
  4. Svegliarti ogni giorno alle 5 ha i suoi aspetti positivi, consideralo un allenamento per i primi mesi con Piccolé.
  5. Per evitare palpeggiamenti non richiesti sulla panza non bastano mosse da contorsionista che neanche al circo Orfei.
  6. Consigli e cazziate sono proporzionali alla crescita del girovita (pure una suora mi ha strillata per strada: - Sei troppo scollata! Aspetti un bambino -).
  7. Non importa quanto ce la metti tutta, non riuscirai mai a mettere lo smalto sui piedi (reputati fortunata che ancora li vedi sotto la panza).
  8. E comunque quelle salsicce gonfie che ti ritrovi alla sera non sarebbero un bello spettacolo nemmeno spennellate da Mirò.
  9. Se ti sei stancata troppo te ne accorgi sempre tardi, quando arrivi a letto e parte la rappresaglia di Piccolé.
  10. Mai sottovalutare la potenza ninja di un quasi-neonato. 


ps La mamma cervo conosce un trucco che le invidio moltissimo. Se c'è una situazione stressante, una stagione troppo rigida o rischi per lei e per il cucciolo, può mettere in pausa la gravidanza. Il cerbiatto resta parcheggiato nella panza, continua a vivere ma non cresce, in attesa di un momento migliore per nascere. Si chiama diapausa. Poi, quando è tutto a posto, riprende a svilupparsi e viene alla luce come se niente fosse. Della serie: eccomi qua, scusate il ritardo.

Mi piacerebbe avere un telecomando tipo quello della mamma cervo, o uno ancora più potente così quando non sopporto più la panza, posso tornare un po' indietro a quando entravo ancora nei miei vestiti. Invece, quando mi sento in forma posso mandare "avanti veloce" e arrivare quasi al parto subito subito.  Vista la mia confusione del momento, però, per Piccolé sarebbe come stare su un ottovolante: a tutta birra fino alla quarantesima settimana! Ma siamo matti, che paura indietro tutta fino al terzo mese. Ora un bello sprint. No, così è troppo veloce, metto la retro. Povera bimba, forse è meglio che certi superpoteri li abbia solo chi sa usarli con saggezza, come la mamma di Bambi (e alcuni insetti).

sabato 21 giugno 2014

Cose da vietare in gravidanza (o forse no) - Verso Medea di Emma Dante


Giovedì sono andata a Villa Adriana - Tivoli è uno dei miei posti preferiti vicino Roma - per vedere Verso Medea di Emma Dante con la mia famiglia, è stato il regalo di compleanno per papà. Ma allora lo fai apposta! Direbbe qualcuno, visto che sto accumulando una serie di film e spettacoli abbastanza "duri" per una ragazza incinta (tra tutti L'ultimo inquisitore di Milos Forman con Javier Bardem e Natalie Portman). O forse sembra a me che, da quando sono diventata più sensibile sul tema, ci siano infanticidi, rapimenti di bambini, aborti e chi più ne ha più ne metta dovunque io guardi.

Per assurdo, però, questa Medea, madre snaturata per eccellenza, mi è sembrata un inno alla maternità. La parte più riuscita dello spettacolo sono infatti le chiacchiere delle donne sterili di Corinto, interpretate da uomini che sognano di pancioni e gravidanze. Medea la pazza (Elena Borgogni) è la sola e l'unica ad avere il potere di riprodursi e di dare un futuro alla città, che sarà dannata per averla tradita. A rendere ancora più intensa questa maledizione è il coro dei Fratelli Mancuso in cui risuonano le voci dei bimbi mai nati. Bella anche la scena del parto di Medea come rito collettivo. Tornata a casa, mi sono addormentata sentendomi potentissima.





ps Trieste… Pearl Jam… sto arrivando! Roma, ci rivediamo lunedì sera. Vorrei un applauso per la maturità dimostrata nel rinunciare ad andare anche alla data di Milano del tour di Eddie & Co, nonostante avessi il biglietto e tanti amici che avrei visto solo lì. Due concerti, tre città e 1.763 km in un solo weekend sono sembrati eccessivi anche a me con una panza di quasi sette mesi. Ma è stata dura!





martedì 20 maggio 2014

Dovevo fare la poetessa


Quando sono stanca, in piedi per ore, sotto la pioggia, fuori da un ministero o solo stufa e arcistufa di aspettare la dichiarazione del barone di turno, mi torna in mente una scenetta di qualche tempo fa.

Sono a una rimpatriata di compagni di scuola e un'amica che non vedo da anni mi dice: - Ci avrei scommesso, non potevi fare nessun altro lavoro! -
In quel momento passa una mia antica passione, eterna e non ricambiata come solo certi amori di infanzia sanno essere, e mi fa:
- Perché, che lavoro fai, la poetessa?

Ecco, mi ripeto: dovevo fare la poetessa.

venerdì 2 maggio 2014

Ritorno all'Isola che non c'è


Strano primo maggio. A. non c'è, quasi tutti gli amici sono partiti per il ponte, io sono rimasta a casa… e ho dormito. Buona parte della mattina e del pomeriggio sono andati così, per una volta niente feste, cortei, concerti: solo letargo. E non sono neanche troppo pentita.

Mi sarebbe piaciuto partecipare al festival del giornalismo di Perugia, ma avevo solo un giorno (domani lavoro) e tanto sonno. Ho sognato Ischia però, dove siamo andati poco fa per il mio compleanno, e per un attimo è sembrato che quell'isola potesse cambiarci la vita.

A. si è innamorato infatti del neozelandese che ci ha ospitato nel suo ostello, una vecchia pensione tutta sgarrupata a picco sul mare, e l'ho visto traballare quando ha saputo che Schaun cercava qualcuno che lavorasse con lui per risistemarla e farla diventare "the best hostel in Europe". Unico requisito necessario per essere assunti: l'italianità, perché lui parla appena qualche parola della nostra lingua e ha decise difficoltà di relazione con i locals (in questo non so quanto l'accento bauscia di A. avrebbe potuto aiutarlo).

Ora, aprire un ostello è sempre stato un sogno per A. E quando ha conosciuto uno che:
a - lo aveva appena fatto,
b - era neozelandese (e quindi rugbista per nascita),
c - amava le piante, cercava semi rari per il suo giardino e
d - avrebbe voluto il nostro aiuto
non voleva più tornare a casa.

Tanto più che sull'isola abbiamo trovato giardini tra i più belli che abbiamo mai visto, cibo fantastico e siamo riusciti a fare il primo bagno della stagione ad aprile, grazie alle fonti termali che sfociano nell'acqua del mare. Non so come siamo risaliti sull'aliscafo per tornare a casa. Chissà come sarebbe cresciuta Piccolé laggiù tra il sole e il mare (come il Pescatore di Latte e suoi derivati!).


ps I tre giardini che ci hanno conquistato sono:
Ravino, un'oasi di piante grasse enormi e bizzarre, tra le quali si aggirano pavoni e conigli. C'è persino un albero preistorico australiano, della specie più antica ancora esistente, un pino Wollemi. Fino al '94 si riteneva estinto da 90 milioni di anni, come un dinosauro vegetale.


La Mortella, casa del compositore inglese William Walton e della moglie argentina Susana. Hanno creato qui, con il paesaggista Russell Page, un giardino vulcanico ispirato alle architetture moresche di Granada. Le piante crescono accompagnate dai concerti che si tengono nella tenuta.


Negombo, parco termale sul mare dove le vasche con le acque terapeutiche sono inserite in un orto botanico progettato da Ermanno Casasco come omaggio alla cultura dell'isola.


mercoledì 30 aprile 2014

Cose da fare prima che arrivi Piccolé



Cose da fare prima che arrivi Piccolé. Finora mi ero concentrata su idee pratiche e di buon senso sulla casa, il lavoro e la lontananza del papà. Poi ci siamo seduti a tavolino con A. e abbiamo pensato che potevamo fare molto di meglio. Ecco la nostra nuova to do list:

1 - Ronfare come ghiri tutto il weekend (d'accordo C e A)
2 - Andare al cinema più spesso possibile (C)
3 - Mangiare fuori tantissimo (A)
4 - Darci al tango (C, A rilancia con il rock'n'roll acrobatico facendo naufragare il progetto)
5 - Partecipare alla corsa dei tori a Pamplona (A)
6 - Provare il bunjee jumping (C, A mette il veto)
7 - Viaggiare in Iran o Bolivia (A, C mette il veto)
8 - Improvvisare, cambiare programma, sbagliare strada, fare tardi (C)
9 - Seguire tutte le tappe dei Pearl Jam in Italia e magari anche in Europa (A)
10 - Imparare a cucinare etiope o indiano, comunque speziatissimo (C) 
10bis - Vedere gli All Blacks in Nuova Zelanda (A e C, il budget mette il veto)

Di cosa ci siamo scordati?

lunedì 10 febbraio 2014

Sognando


Dormirei sempre e sogno più del solito. Sabato notte, dopo la giornata più brutta dell'anno (il giorno in cui, 10 anni fa, è morta una mia amica), ho fatto uno strano sogno. Una bella ragazza mora, che non riconoscevo, mi dava un bambino molto piccolo da allattare. Io lo avvicinavo al seno e lui si attaccava subito, ma dopo poco me lo portavano via perché stava male. A quel punto il piccolo diventava una zucca e mio papà (che è un medico) lo visitava affettandolo come un ananas. La zucca-bambino però non moriva. 

Mi sono svegliata molto agitata, poi ho pensato che la ragazza del sogno doveva per forza essere Sara. In questi giorni di grandi emozioni mi manca tantissimo. Vorrei raccontarle quello che mi succede e, al tempo stesso, la sua morte mi sembra la prova che le cose possono anche andare disperatamente male, così male che non c'è via d'uscita.

ps Ero un po' preoccupata perché A. non dava segno di volermi venire a trovare a Roma. Per trovare le offerte, di solito prendiamo i biglietti del treno con tantissimo anticipo, ma stavolta non avevamo in mano niente di niente. Poi, sabato mattina alle 8 è suonato il campanello. Ho maledetto i soliti venditori porta a porta e mi sono rigirata nel letto. Ha suonato una seconda volta e, borbottando, mi sono alzata. Ho guardato dallo spioncino e ho visto una grossa sagoma con un borsone (senza occhiali non vedo quasi niente). ''Di nuovo quelli della Folletto'', ho pensato. Con la mia voce più minacciosa ho intimato: ''CHI È?''. La sagoma si è messa a ridere. ''Tuo marito!'', ha risposto. Le cose possono anche andare disperatamente male, ma è molto meglio affrontarle in due.