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lunedì 6 ottobre 2014

Con Piccolé



Quaranta settimane e mezzo sono passate. Non siamo riusciti a realizzare nessuno dei buoni propositi con cui era partito questo blog: cambiare città per vivere insieme tutto l'anno, cambiare casa in modo da avere una cameretta per Piccolé e cambiare lavoro in cerca di un posto un po' più compatibile con la bimba. Non siamo riusciti neanche a mantenere la gravidanza segreta per i primi mesi, nei primi 30 giorni già ne erano a conoscenza 13 persone. Però la pupa ci è venuta bene, proprio bene, e l'avventura continua. La racconteremo in uno spazio tutto nuovo, C come Calamity, che sia la volta buona?

sabato 9 agosto 2014

Casalinghe disperate, puffi secchioni e Tomb Raider



E all'improvviso quel momento è arrivato. Niente più lavoro, sono in ferie! È una liberazione, ma fa anche un po' paura. Tutto questo tempo libero e troppe domande su cosa succederà adesso. Anche perché l'inizio della "maternità" è stato movimentato da un falso allarme travaglio che mi ha immobilizzata a casa per due giorni. Tutta la mia solidarietà va a chi ha dovuto passare così gran parte della gravidanza.

Ora che mi sono rialzata e ho finito di lavare tutte le cose di Piccolé, montare la culla, organizzare fasciatoio e simili devo decidere che fare della mia vita (almeno nelle prossime sei settimane e mezzo). Intanto, per non saper né leggere né scrivere, ho fatto il corso di ginnastica preparto di Heidi Klum perché qualunque cosa mi riserverà il futuro sarebbe bello affrontarlo da figacciona. Poi mi sono messa a visualizzare le opzioni disponibili.


Imparo a cucire. È un vecchio sogno ma sono paziente e precisa come un grizzly.


Parto da sola anche se A. lavora, io me ne vado al mare.


Mi dò al bricolage e sistemo casa una volta per tutte.


Raggiungo amici in vacanza.


Inizio a studiare per il Concorsone (la solita secchiona).


Vado a Milano nella mia migliore interpretazione della mogliettina anni 50.


Mi trasferisco in campagna.


Tiro fuori la reflex e vado in cerca di avventure.


Rapisco A. e me lo porto lontano.


Entro in letargo.

ps Al momento l'ipotesi più accreditata è: le faccio tutte!


mercoledì 6 agosto 2014

Bandiera bianca



È che ci sono un po' di cose difficili all'ottavo mese di gravidanza, cose come: 
Dormire
Stare seduta
Stare in piedi
Stare sdraiata
Camminare
Guidare
Viaggiare
Mangiare
Concentrarsi
Fare l'amore

e io non so metterla in altri termini, mi sono stufata. 
Ecco quindi che mi arrendo e provo a stare più tranquilla.

Colgo al volo l'offerta del grande capo di andare in ferie una settimana prima di quando avevamo previsto. Per fortuna finora è un agosto soporifero lavorativamente parlando. Di solito, però, si passa da "Niente di nuovo sul fronte occidentale" a "Si salvi chi può" senza soluzione di continuità. Spero per chi è ancora arruolato che la bonaccia duri, quanto a me: ne riparliamo a febbraio. Sembra tra una vita.


Ps Tra le cose difficili c'è anche scrivere o pensare a cose che non riguardino Piccolé. Sembra essermi andato in pappa il cervello. Passerà? Ore 4.30 provo a tornare a dormire.

domenica 27 luglio 2014

Mamme mangia-rane alla riscossa



Era facile e non ci avevo pensato. Volevo sapere come far posto alla pupa in una casa dove non ce n'è? Come viaggiare con lei ancora in fasce? Come tornare ad avere una vita sociale, una vita di coppia e un girovita da vespa dopo il parto? Bastava cercare sul web in francese.

Io non sono particolarmente francofila. Ho vissuto a Parigi con la netta sensazione di corteggiarla e di essere respinta. Sono stata bene ma, dopo un anno, ero felice di tornare alla mia Roma. Da allora i parigini mi stanno un po' antipatici. Però devo ammettere che le mamme francesi sono un portento: grazie anche a uno stato sociale che noi ce lo sogniamo, fanno un sacco di figli, lavorano, sono belle, colte, avventurose.

Ho letto qualche tempo fa un articolo che diceva che le donne incinte di tutto il mondo cercano più o meno le stesse cose su Internet. Dalla mia esperienza non è tanto vero (sicuramente è diverso quello che TROVANO su Internet). Cerchi in italiano "viaggiare con figli piccoli" e trovi mamme che scrivono che non è poi impossibile, per esempio loro sono andate in Costa Smeralda con i loro pargoli di... sette anni! Lo cerchi in francese e trovi bebè di cinque mesi che sono stati in viaggio on the road a Cuba, a sette mesi in Thailandia, a 10 mesi in India (e sembrano sopravvissuti).

Allo stesso modo su cibo, sesso e lavoro le francesi sembrano capaci di ottenere quello che vogliono senza fare troppe rinunce. Forse è il caso di scopiazzarle un po', come con i vestiti, ma senza dirlo ad alta voce (mica gli posso dare questa soddisfazione).



ps Qualche dato Eurostat: la Francia è il primo Paese in Europa per fecondità con 2,01 figli per donna (l'Italia si ferma a 1,43, la media Ue è di 1,58) e al tempo stesso ha un tasso di occupazione femminile del 60% (contro il nostro 47,1% e una media Ue del 58,6%). Niente male. Certo, aiuta che i bambini francesi sotto i tre anni che vanno all'asilo nido sono il 46%, quasi il doppio di quelli italiani (26%) e molti di più della media europea (30%).

martedì 15 luglio 2014

Meno 10 - inizia il conto alla rovescia



In qualche modo siamo arrivati alla 30esima settimana di gravidanza. Meno dieci all'obiettivo. Ultimo mese di lavoro, voglia pazzesca di vacanze. Mi verrebbe da dire "Vengo anch'io!" a ognuno che sento dire "Vado in Puglia... in Sardegna... in Germania... in Turchia... in Islanda... e chi più ne ha più ne metta". Ancora non sappiamo se A. riuscirà a prendere le ferie, quindi c'è un certo rischio di "vacanze a Milano" (come l'anno scorso, non ci voglio nemmeno pensare).

Intanto ho scoperto che siamo in megaritardo per il nido. Quello privato, ovviamente, perché i nati a settembre in quello pubblico li accettano solo dopo un anno. Invece chi nasce tra gennaio e maggio può iscriversi da subito (ma stiamo scherzando?). Anche per il nido privato i posti sono così pochi che per trovarne uno buono e vicino casa avrei dovuto muovermi mesi fa. Ora, tra l'altro, tanti sono chiusi per le vacanze e non so se incaponirmi nella ricerca del nido perfetto o abbandonarmi a un "chi vivrà vedrà" con il rischio di una crisi di ansia omicida a ridosso del mio rientro al lavoro.

Telefonata con asilo molto consigliato moderatamente vicino (3 fermate di metro).
- Quanto ha la bambina?
- Nasce a fine settembre, avremmo bisogno del nido da febbraio.
- Mi dispiace le preiscrizioni sono complete, ma ha buone possibilità che si liberi qualche posto, risentiamoci a settembre.
- Bene, grazie!
- Solo una cosa, la retta è di 430 euro al mese e per tenerle il posto avremmo bisogno comunque che da settembre a febbraio ne paga il 50%.
- Ma sono più di mille euro!
- Infatti, il mio consiglio è di aspettare e cercare direttamente da febbraio, qualcosa prima o poi dovrà pure trovare.

Mi è caduto il telefono dalle mani, quel "qualcosa prima o poi dovrà pure trovare" suonava davvero minaccioso. Ma se spendere metà stipendio perché Piccolé sia in un bel posto quando devo lavorare ha un senso, lasciargliene più del doppio solo per la prenotazione è pura follia. C'è davvero qualcuno disposto a farlo?

lunedì 7 luglio 2014

Neomamme e lavoro - io speriamo che me la cavo



- Ma ti hanno assunta? -
- Quindi lasci il lavoro, non ti vedremo più.-
- Ci mancherai! Vai a Milano? -
Le reazioni alla panza in un mondo lavoro-centrico come il mio non sono proprio incoraggianti. In tanti danno per scontato che non lavorerò più. Solo una mi ha detto: - Non ti preoccupare, goditi il bambino, tutto il resto in qualche modo si risolve. E poi il tuo capo è un buono, un gattone -. 

Non avrei mai pensato al super boss come a un 'gattone' ma in effetti è stata una della persone che finora mi sono state vicine sul lavoro, e questo fa sperare per il futuro. Anche perché, se mi guardo intorno, non ci sono molti altri segnali positivi.
Per esempio, tra le mie amiche che lavorano...

- Mamma 1- Piccola azienda familiare. Torna al lavoro portando con sé la bimba già a due mesi dal parto. La piccoletta sta con lei fino a quando non inizia a gattonare, diventa una specie di mascotte dell'ufficio, poi va al nido.

- Mamma 2 - Grande azienda italiana. Le scade il contratto dopo che annuncia di essere incinta, gliene fanno uno nuovo per pochi mesi e le dicono già che non lo rinnoveranno. Non rientra in ufficio dopo il parto, si reinventa un nuovo lavoro ma intanto risulta disoccupata e perde il diritto al nido.

- Mamma 3. Importante organizzazione internazionale. Durante la gravidanza riceve una promozione e nuovi incarichi stimolanti e impegnativi. Riprende a lavorare con il bimbo di tre mesi, può farlo da casa ma gli orari sono lunghi. Può permettersi una baby sitter fissa. Le tocca il primo viaggio all'estero mentre ancora sta allattando.

E io? Io speriamo che me la cavo.




Ps Ho dimenticato un'amica svedese, poco più avanti nella gravidanza di me. Lei avrà un anno di congedo retribuito e, a quel punto, il papà prenderà altri sei mesi per stare con il piccolo mentre lei torna al lavoro. 
Invidia nerissima, per tirarmi su ripenso alla battuta di uno dei film più divertenti che ho visto quest'anno In ordine di sparizione (molto pulp... pure troppo). A parlare è un killer norvegese: 
- Pensaci bene, non esiste luogo caldo con un buon welfare. Portogallo, Grecia, Spagna, Italia… tutti posti dove fa bel tempo. Infatti il welfare è pessimo. Sai perché? Dove c’è caldo basta raccogliere una banana -. 
E io che non ci avevo pensato, possiamo sempre cogliere banane!




sabato 5 luglio 2014

Bibidibobidibù - sogni, parti e assemblee



Assemblea o mare, mare o assemblea, questo è il dilemma. Proprio adesso che ne avrei più bisogno il mio spirito sindacale latita. E poi iniziano i saldi, e poi fa caldo. Il nuovo contratto è una porcheria? La mia testa rifiuta di dedicargli più di una decina di secondi, persa in tutti altri pensieri. 

Per esempio, l'altra notte ho sognato che una mia amica ostetrica era una maga: tirava fuori Piccolé dalla mia pancia così ci potevamo giocare. Non tagliava il cordone ombelicale e, dopo un po', la rimettevamo dentro perché doveva finire di prepararsi per nascere davvero. La fata conosceva anche un trucco per vedere dentro la pancia con un foglio di carta come se fosse un'ecografia, funzionava un po' come quando, da piccola, mettevi un disegno sul vetro della finestra per ricalcarlo. Affascinante. 


ps Già che ci sono, provo a rendermi utile. Ancora non è ufficiale, ma presto arriveranno i nuovi voucher per il nido o la baby-sitter. Bisogna fare attenzione perché l'anno scorso l'operazione è passata sotto silenzio e non ha potuto usufruirne quasi nessuno (le beneficiarie sono state meno di 4000). Scrive il sottosegretario al Lavoro, Teresa Bellanova, sull'Unità del 4 luglio: "in tempi brevi saranno effettive queste novità: la madre che rientra al lavoro può richiedere entro il 31 dicembre (senza più dover ricorrere al click day) un contributo da utilizzare per pagare la baby sitter o per l'asilo nido pubblico o privato accreditato; da 300 euro mensili il contributo passa a 600". Speriamo che non sia una bolla di sapone.



giovedì 3 luglio 2014

Ti presento il mare



Sono nel mezzo di una settimana infinita tra tanto lavoro, visite mediche e un'overdose di burocrazia. Ho fatto domanda per il congedo maternità, alla fine sembra che ho diritto a qualcosa: mi tengono il posto e mi danno un assegno con l'80% del mio stipendio per cinque mesi anche se sono cococo (che parola ridicola). E' meglio di niente, ma è stata una caccia al tesoro per capire come fare! All'ufficio del personale mi hanno detto: noi non ne sappiamo niente, veditela tu con l'Inpgi (una specie di Inps). Alla fine sono riuscita a trovare le informazioni e finire tutte le pratiche giusto il giorno prima che il mio capo partisse per le vacanze.

A proposito di ferie, per le mie devo aspettare il 15 agosto (e poi dal 28 sarò in maternità fino a febbraio!), ma già le prime fughe al mare me le sono concesse. Questo finesettimana poi c'erano i cavalloni e anche sul litorale romano, con un po' di fantasia, sembrava di stare in California. Ecco quindi due bagni grandiosi, il primo incontro ravvicinato di Piccolé con le onde da quando è "grandicella". 

Ad aprile, quando abbiamo fatto il bagno a Ischia la gravidanza si vedeva appena, ora invece si vede e si sente (pure troppo). E così, quando ho preso la rincorsa per tuffarmi, mi sono sbilanciata in avanti e mi sono sfracellata sulle onde a due metri dalla riva rigorosamente di panza. Sul momento ho continuato a giocare e spruzzarmi con A. che, nonostante sia quasi un metro e 90 e pesi oltre 100 chili, per entrare in acqua fa sempre un sacco di storie e ci mette tre ore. Piccolé sembrava apprezzare, ma quando sono uscita avevo due o tre bozzi di più intorno all'ombelico e c'è voluto un po' prima che la situazione tornasse sotto controllo. Che spavento! Temevo di aver "ammaccato" la bambina per sempre.


sabato 28 giugno 2014

Scoperte del settimo mese di gravidanza - ninja, cervi e telecomandi




Scoperte del settimo mese di gravidanza:
  1. La pianura a Roma non esiste, se non stai arrancando in salita inizia a preoccuparti per il ritorno.
  2. Le macchie solari delle donne incinte non sono una leggenda (A. tutto contento - Guarda! Sei piena di lentiggini - doh!).
  3. Forse potrai controllare le smagliature, ma la cellulite... vince sempre lei!
  4. Svegliarti ogni giorno alle 5 ha i suoi aspetti positivi, consideralo un allenamento per i primi mesi con Piccolé.
  5. Per evitare palpeggiamenti non richiesti sulla panza non bastano mosse da contorsionista che neanche al circo Orfei.
  6. Consigli e cazziate sono proporzionali alla crescita del girovita (pure una suora mi ha strillata per strada: - Sei troppo scollata! Aspetti un bambino -).
  7. Non importa quanto ce la metti tutta, non riuscirai mai a mettere lo smalto sui piedi (reputati fortunata che ancora li vedi sotto la panza).
  8. E comunque quelle salsicce gonfie che ti ritrovi alla sera non sarebbero un bello spettacolo nemmeno spennellate da Mirò.
  9. Se ti sei stancata troppo te ne accorgi sempre tardi, quando arrivi a letto e parte la rappresaglia di Piccolé.
  10. Mai sottovalutare la potenza ninja di un quasi-neonato. 


ps La mamma cervo conosce un trucco che le invidio moltissimo. Se c'è una situazione stressante, una stagione troppo rigida o rischi per lei e per il cucciolo, può mettere in pausa la gravidanza. Il cerbiatto resta parcheggiato nella panza, continua a vivere ma non cresce, in attesa di un momento migliore per nascere. Si chiama diapausa. Poi, quando è tutto a posto, riprende a svilupparsi e viene alla luce come se niente fosse. Della serie: eccomi qua, scusate il ritardo.

Mi piacerebbe avere un telecomando tipo quello della mamma cervo, o uno ancora più potente così quando non sopporto più la panza, posso tornare un po' indietro a quando entravo ancora nei miei vestiti. Invece, quando mi sento in forma posso mandare "avanti veloce" e arrivare quasi al parto subito subito.  Vista la mia confusione del momento, però, per Piccolé sarebbe come stare su un ottovolante: a tutta birra fino alla quarantesima settimana! Ma siamo matti, che paura indietro tutta fino al terzo mese. Ora un bello sprint. No, così è troppo veloce, metto la retro. Povera bimba, forse è meglio che certi superpoteri li abbia solo chi sa usarli con saggezza, come la mamma di Bambi (e alcuni insetti).

mercoledì 28 maggio 2014

I 10 (folli) comandamenti della Madre Perfetta



Essere mamma non è una religione e Piccolé non è il mio unico dio. Lo scrivo con un po' di imbarazzo perché sto appena cominciando a conoscere la maternità e non so nulla di come sarà, per me, avere una bambina. Però mi guardo intorno e vedo tanti pronti a redarguirmi per ogni leggerezza e spensieratezza. 

Il dottor Cox, il mio ginecologo, sembra uno dei rari eretici, le sue indicazioni sono state: ascolta il tuo corpo e non lo forzare, siccome non hai avuto la toxo lava bene frutta e verdura e non mangiare carne e pesce crudi. Stop. Gli altri comandamenti che mi piovono addosso che demonizzano il prosciutto crudo, un goccio di vino o una notte di follie, mi ricordano tanto una fede integralista in cui i miei desideri e le mie aspirazioni contano meno di niente.

"Cambierà tutto" mi dicono duecento volte al giorno, e se io non volessi che proprio tutto cambiasse? È questo quello che mi spaventa di più della maternità e credo contribuisca al fatto che una ragazza su quattro in Italia non fa figliEssere una mamma porta enormi responsabilità verso il bambino, è chiaro, ma a volte mi sembra di essere entrata una setta per il solo fatto di aspettare un figlio.

Ecco i 10 comandamenti della setta della Madre Perfetta:
1 - Non avrai altro dio o altra priorità al di fuori del bambino,
2 - Non pronunciare invano sogni o progetti che non vedono nel bambino il loro centro.
3 - Ricorda di santificare l'allattamento al seno sempre, comunque, in ogni luogo e per anni, indipendentemente dalle tue esigenze di vita e di lavoro.
4 - Onora la Madre come apoteosi dell'istinto di maternità (se una non lo sente deve esserci in lei qualcosa di perverso).
5 - Non uccidere, l'aborto è il male assoluto.
6 - Non commettere "adulterio": il tuo corpo è a disposizione esclusiva del bambino.
7 - Non rubare tempo o spazio per te e le tue esigenze, se non a maggior gloria e benessere del pupo.
8 - Pronuncia (falsa?) testimonianza sulle gioie della maternità come bene assoluto.
9 - Non desiderare il figlio d'altri: se non piange, mangia e dorme è perché lo crescono meglio di te. 
10 - Desidera invece il passeggino, la culla, il fasciatoio del tuo prossimo... senza crescerai un bambino infelice.




Ps Sto leggendo un libro controverso ma interessantissimo sul conflitto negato tra essere donna ed essere madre (Le conflit, di Elisabeth Badinter, 2010). Mostra come un certo fondamentalismo nel promuovere una crescita dei bambini "secondo natura" sia un modo di confinare le donne a casa al loro ruolo di madri o a sensi di colpa infiniti. Non lo condivido fino in fondo, per esempio quando si scaglia contro gli eccessi dell'allattamento al seno, ma sicuramente inquadra alcuni aspetti del pensiero dominante a cui io non avevo fatto caso (ma la mia mamma femminista sì).

* Nella foto in alto: il murales di Mr.Klevra al Pigneto tributo a Pasolini per i 50 anni del Vangelo secondo Matteo

martedì 20 maggio 2014

Dovevo fare la poetessa


Quando sono stanca, in piedi per ore, sotto la pioggia, fuori da un ministero o solo stufa e arcistufa di aspettare la dichiarazione del barone di turno, mi torna in mente una scenetta di qualche tempo fa.

Sono a una rimpatriata di compagni di scuola e un'amica che non vedo da anni mi dice: - Ci avrei scommesso, non potevi fare nessun altro lavoro! -
In quel momento passa una mia antica passione, eterna e non ricambiata come solo certi amori di infanzia sanno essere, e mi fa:
- Perché, che lavoro fai, la poetessa?

Ecco, mi ripeto: dovevo fare la poetessa.

mercoledì 14 maggio 2014

Mi si è ammalata la Fata Turchina



Mi si è ammalata la Fata Turchina, la dottoressa del consultorio, e la cosa mi ha gettato nello sconforto. È saltato infatti il primo incontro del corso preparto per cui avevo ritagliato a fatica un pomeriggio libero a lavoro.  Non so se la settimana prossima ce la farò e al consultorio sono stati molto chiari sul divieto di saltare la prima lezione. Lo spirito con cui ho affrontato questo imprevisto mi ha confermato per l'ennesima volta che non ho (ancora?) la stoffa della mamma acrobata. Sugli incastri panza-famiglia-lavoro finora ho dato il peggio di me. 

L'altroieri si sono trasferiti i genitori di A. vicino a Roma per l'estate e io ho lavorato fino a mezzanotte passata. Oggi è  compleanno di papà e rischio di fare il bis. La cosa ridicola è che (per fortuna) mi capita super raramente di fare così tardi, ma sempre nei momenti sbagliati.
Ora sono le sei di mattina, A. si è alzato per andare a lavoro e anche Piccolé ha deciso di fargli compagnia. Sono sveglissima e affamatissima, proprio oggi che devo stare digiuna per gli esami del sangue e la curva glicemica. 

Intanto, in vista dell'ecografia morfologica di domani, che è una specie di inventario di tutte le parti che fanno un bambino, continuo ad ascoltare "Le cose che abbiamo in comune" di Daniele Silvestri, quella che dice: "abbiamo due braccia, due mani, due gambe, due piedi, due orecchie ed un solo cervello, soltanto lo sguardo non è proprio uguale perché il mio è normale, ma il tuo è troppo bello".  È come un mio rito propiziatorio, soprattutto dove fa: "quando io dormo... tu dormi, quando io parlo... tu parli, quando io rido... tu ridi, quando io piango... tu ridi". È pura superstizione, ma non si sa mai: 
Piccolé, sei in ascolto?


Ps Oggi giornata di grandi risultati, almeno per le prime quattro ore. 
Traguardo numero uno: Ho superato la prova analisi del sangue da sola e senza un accenno di svenimento! Non mi hanno fatto la curva glicemica e ho scoperto che forse nei primi cinque mesi di gravidanza ho pagato più di quanto avrei dovuto, ma sono dettagli.

Traguardo numero due: Il blog ha superato 3000 visitatori e a me sembrano TANTISSIMI. Grazie a chi mi segue e a chi è capitato qui per caso, anche solo per un secondo.



venerdì 2 maggio 2014

Ritorno all'Isola che non c'è


Strano primo maggio. A. non c'è, quasi tutti gli amici sono partiti per il ponte, io sono rimasta a casa… e ho dormito. Buona parte della mattina e del pomeriggio sono andati così, per una volta niente feste, cortei, concerti: solo letargo. E non sono neanche troppo pentita.

Mi sarebbe piaciuto partecipare al festival del giornalismo di Perugia, ma avevo solo un giorno (domani lavoro) e tanto sonno. Ho sognato Ischia però, dove siamo andati poco fa per il mio compleanno, e per un attimo è sembrato che quell'isola potesse cambiarci la vita.

A. si è innamorato infatti del neozelandese che ci ha ospitato nel suo ostello, una vecchia pensione tutta sgarrupata a picco sul mare, e l'ho visto traballare quando ha saputo che Schaun cercava qualcuno che lavorasse con lui per risistemarla e farla diventare "the best hostel in Europe". Unico requisito necessario per essere assunti: l'italianità, perché lui parla appena qualche parola della nostra lingua e ha decise difficoltà di relazione con i locals (in questo non so quanto l'accento bauscia di A. avrebbe potuto aiutarlo).

Ora, aprire un ostello è sempre stato un sogno per A. E quando ha conosciuto uno che:
a - lo aveva appena fatto,
b - era neozelandese (e quindi rugbista per nascita),
c - amava le piante, cercava semi rari per il suo giardino e
d - avrebbe voluto il nostro aiuto
non voleva più tornare a casa.

Tanto più che sull'isola abbiamo trovato giardini tra i più belli che abbiamo mai visto, cibo fantastico e siamo riusciti a fare il primo bagno della stagione ad aprile, grazie alle fonti termali che sfociano nell'acqua del mare. Non so come siamo risaliti sull'aliscafo per tornare a casa. Chissà come sarebbe cresciuta Piccolé laggiù tra il sole e il mare (come il Pescatore di Latte e suoi derivati!).


ps I tre giardini che ci hanno conquistato sono:
Ravino, un'oasi di piante grasse enormi e bizzarre, tra le quali si aggirano pavoni e conigli. C'è persino un albero preistorico australiano, della specie più antica ancora esistente, un pino Wollemi. Fino al '94 si riteneva estinto da 90 milioni di anni, come un dinosauro vegetale.


La Mortella, casa del compositore inglese William Walton e della moglie argentina Susana. Hanno creato qui, con il paesaggista Russell Page, un giardino vulcanico ispirato alle architetture moresche di Granada. Le piante crescono accompagnate dai concerti che si tengono nella tenuta.


Negombo, parco termale sul mare dove le vasche con le acque terapeutiche sono inserite in un orto botanico progettato da Ermanno Casasco come omaggio alla cultura dell'isola.


venerdì 4 aprile 2014

Non la assumeresti mai


Scenetta esilarante alla Camera dei deputati, questo pomeriggio.

Parlamentare A a parlamentare B: Prendi questa bella ragazza (che sarei io, ndr) e prendi il contratto a termine...
C.: Io lo prenderei anche, sono cococo e il contratto a termine sarebbe un bel passo avanti!
Parlamentare A, senza neanche guardarmi: Metti che lei sia incinta, le rinnoveresti il contratto alla scadenza? Certo che no!

Ora, ma prima di prendermi come esempio di "povera sfigata incinta e precaria" nella tua enfatica discussione sul jobs act vuoi darla un'occhiata al mio girovita per guardare se, per caso, non lo sono davvero, incinta? Mi veniva troppo da ridere, ma mi sono morsa la lingua per risparmiargli la figuraccia. Però mi sono allontanata con i piedi volutamente a papera e le mani sui reni.

Ps Sto andando dal ginecologo per la seconda volta dall'inizio della gravidanza, stavolta dovrebbe venire anche A. Sono molto emozionata all'idea di presentargli finalmente la nostra bambina. Non l'ha mai vista "dal vivo".

* Foto credit: Camera dei Deputati

martedì 1 aprile 2014

E il Grande Capo disse



Altro che 40 settimane e mezzo. Ho ceduto e ho detto che sono incinta a lavoro ora che sono a metà del quarto mese. E meno male che l'ho fatto perché 
Lo sapevano già.

Ecco la scena. 

Arrivo nella stanzetta dei boss per sapere gli orari di domani.
Piccolo Capo: Ma tu puoi correre di qua e di là?
C.: Certo, perché no?

Piccolo Capo: Ma ti possiamo sbattere come una trottola in giro per tutta Roma?
C.: Si, anche se...
Mi avvicino al Grande Capo e abbasso la voce; 
C.: Sono incinta...
Piccolo Capo: Lo sapevo! Lo sapevo! (Al Grande Capo) Te lo avevo detto.
Grande Capo: E io ero geloso che lo avevi detto a lui e non a me.
C.: Ma io non lo avevo detto proprio a nessuno. Si vede così tanto? 
Piccolo Capo: Te l'ho letto nello sguardo.

Nello sguardo? Non l'ha capito per le supertette o l'obesità incipiente! Come si fa a tradirsi sulla gravidanza con lo sguardo? Niente da fare, il mio futuro da agente segreto è andato definitivamente a farsi benedire.
La conversazione è andata avanti per un po' con io che giuravo e spergiuravo che stavo benissimo e potevo lavorare come e più di prima. E loro che scherzavano sui rischi di avere una piccola Dangefoina a spasso per il pianeta.

Ora forse alla fine non mi assumeranno mai e dovrò rinunciare ai miei sogni di gloria, ma per adesso mi sento leggera leggera. E per festeggiare il coming out... Gelatone cioccolato, fragola e pistacchio Dei Gracchi!


ps A ripensarci negli ultimo giorni il Grande Capo mi trattava un po' male Niente di ché, ma molto peggio del solito. E così ecco spiegato l'arcano: era solo "geloso".

lunedì 31 marzo 2014

Mamme blu pavone


Ma quanti anni ho? Quando la smetterò di fare la ragazzina! In metropolitana ho visto una con solo le punte dei capelli verde-blu. Pensiero immediato: le voglio anch'io. E dimentico subito che ho trent'anni e non 16, scrivo di economia e non di cultura underground, vivo Roma e non a Berlino e... Aspetto un figlio!

Un secondo dopo mi ripijo (riprendo, per chi vive al di fuori del Sacro Gra) e immagino la faccia del mio capo quando con capelli color pavone e tunicone hippy gli dico che aspetto un bambino, poi lo saluto per andare a intervistare (che so) il ministro del Tesoro? Il presidente di Confindustria? O qualche altro allegro simpaticone. Forse potrei puntare sull'effetto sorpresa.

I capelli blu per me sono un'antica passione. Una volta, a 15 anni, ho anche provato e seguirla e, in vacanza a Londra con gli zii, ho comprato una poltiglia dall'accattivante color pavone. L'ho messa sui capelli senza decolorarli (un genio) e come risultato sono venuti verdone scuro e marroni a chiazze, come un bosco arruffato. Ci hanno messo settimane a tornare normali.

Ps La metà del quarto mese si avvicina, la pancia spesso alla sera è gonfia e dolorante, soprattutto se sono molto stanca. Ho preso quasi 3 chili.
Forse è il momento di fare coming out al lavoro. Non so immaginare la reazione, qualche tempo fa, chiacchierando con il capo mi è uscito:
- Mi ha trattato come se avessi 16 anni...
Ha risposto:
- Perché, quanti ne hai?

mercoledì 26 marzo 2014

I mondiali di parkour col pancione


Avete presente quello sport dove devi raggiungere il più velocemente possibile il traguardo saltando tra i tetti, volando sui corrimano delle scale, atterrando sui tetti delle macchine? Il parkour, o qualcosa del genere. Ecco, le mie giornate, in questi tempi, sembrano i mondiali di parcours.

Esci appena in tempo, ti fionda dalle scale perché l'ascensore è occupato, fai slalom tra le auto per attraversare la strada (le strisce queste sconosciute), corri dietro all'autobus per una fermata, sali al volo, sballottoli per qualche chilometro finché raggiungi un posto libero, ti siedi e in quel momento realizzi... Che hai dimenticato a casa il telefono.

Aggiorni il percorso, scendi al volo mentre l'autista sta chiudendo le porte. Zompi su un altro autobus, poi la metro, poi corri. Casa, ascensore (stavolta libero, per fortuna), telefono, bicchiere d'acqua, e di nuovo giù. Sono le 10.18 e mi sento pronta per andare al letto. E invece ancora non ho iniziato a lavorare.

La settimana scorsa, il mercoledì mi sono chiesta che giorno era convinta che fosse venerdì. Questa settimana mi è successo di martedì. La prossima temo che già lunedì ne avrò avuto abbastanza.
Sono tentata di alzare bandiera bianca e dire in redazione che sono incinta appellandomi alla clemenza della corte, nella speranza che mi assegnino servizi un po' meno impegnativi fisicamente.

Sto lavorando tantissimo e faccio la pallina del flipper tra tre o quattro posti diversi al giorno. Il mio obiettivo era resistere fino alla 20esima settimana prima di dare l'annuncio al Grande Capo e confidavo nei superpoteri del secondo trimestre per raggiungerlo, ma sembra che non bastino più.

Ps Ho fatto il bi-test, il rischio di sindrome di down e simili è minimo! E che bello vedere Piccolé che si muove. Pensavo avesse ancora movimenti da girino e invece... Prima faceva ciao con la manina, poi le metteva tutte e due a coprire il volto come giocando a nascondino, poi incrociava le zampette. Incredibile!


 La dottoressa ha detto che potrebbe essere una bambina e, ora che ha un sesso, mi viene molto più facile immaginarla come una personcina vera, con una sua identità. Ho iniziato a parlarle (soprattutto per chiedere scusa di tutti gli sballonzamenti, sai com'è quando una ha i mondiali da conquistare!).

Nella foto una mia prova di parkour nella giungla con tanto di liana di 20 metri
(era gennaio. Sì, ero già incinta, ma ancora non lo sapevo).

venerdì 14 marzo 2014

Aspettando Wonderwoman


Ci siamo, il primo trimestre è quasi finito. Una mia amica pluririprodotta mi ha promesso:  "Ora inizia la fase Wonder Woman"! Basta nausea e catalessi, anzi arrivano i superpoteri. Io mi sono attaccata a questa speranza e non la mollo. 

Già penso agli ultimi viaggetti da teen ager fuori tempo massimo, a Londra con le amiche, magari anche a una o due fughe romantiche con A. E ovviamente a trasformarmi in Indro Montanelli, così che quando (il più tardi possibile, please) dovrò dire in redazione che sono incinta, a nessuno verrà in mente nemmeno per un secondo di lasciarmi a casa.

Anzi, siccome sto leggendo proprio un libro di Indruccio e sto facendo fatica a concentrarmi bene sul lavoro, a volte me lo immagino come un fantasmino appollaiato sulla mia spalla che mi sprona o mi cazzia: "Giornalista da burletta! Rammollita! La seconda domanda, incalza ORA con la seconda domanda". Chissà se funziona. Nel mio scenario ideale io inanello una serie di scoop pazzeschi nei prossimi quattro-cinque mesi e campo di gloria finché il pupo non va al nido. Bello sognare.

Non sono proprio bravissima ad accettare critiche e consigli, ma con il mio mini-Indro è diverso. Lui provo a starlo a sentire, mentre gli altri li strozzerei in questi giorni. Tutti a dirmi che cosa devo o non devo fare. L'altra sera, alla prova dell'abito da sposa di F., mi hanno persino vietato una tartina con l'aragosta di Antonini, che la prossima volta mi ricapiterà a tiro tra una vita. E che noia sentir parlare sempre di gravidanza e bambini. Sono strana io, la solita mamma degenere?

ps Tra poco farò il bitest per vedere se il picoletto è sano, anche se forse preferirei non sapere niente fino alla nascita. Per farmi un piantarello ho trovato intanto un video dove bambini down dicono alle future mamme di non aver paura, perché i loro figli saranno felici (eccolo qui Non avere paura). 

mercoledì 12 marzo 2014

La strage delle mamme Disney


Pensavo… Forse non è poi così strano il senso di spaesamento che mi prende ogni volta che penso al futuro e a cosa sarà la mia vita dopo che nascerà il Girino. Del resto, per una come me cresciuta a pane e cartoni, dire che mancano modelli di mamme belle e felici è poco. 

C'è una cosa che accomuna quasi tutte le mamme dei cartoni animati: muoiono.
A volte la tragedia avviene in diretta come nel sadico Bamby, oppure rimane sullo sfondo lasciando il palcoscenico alle terribili matrigne. Del plotone degli orfani fanno parte Cenerentola, Biancaneve, Jasmine, Nemo, Semola, Belle e tanti altri.

Quando anche la mamma c'è, ha l'abbandono facile. Quella della Bella Addormentata, di fronte alle minacce di Malefica, pensa bene di mandare la piccolina a vivere nel bosco affidata a tre nonnette litigiose e arteriosclerotiche. Quella della Sirenetta risulta dispersa (o è forse il gambero Sebastian in una modernissima famiglia omosex?). Quella di Peter Pan lo lascia scappare nell'Isola che non c'è. Quella di Mogwli se lo perde addirittura nella giungla, il massimo dell'inaffidabilità.

L'unico modello positivo di mamma Disney che mi viene in mente è Duchessa, quella degli Aristogatti. Non solo riesce a salvare i suoi cuccioli e a riportarli a casa ma nel frattempo trova anche il tempo di conquistare Romeo er Mejo der Colosseo, addomesticarlo e unirsi per una notte a un gruppo di musicisti vagabondi. Niente male come proposito.


ps Qui tutto bene. Ho letto che il piccoletto sta assumendo in queste settimane un "aspetto antropomorfo", lo dicevo io che fino ad ora era un Girino! Ho letto anche che dopo la nascita del primo bambino, il reddito di una famiglia diminuisce del 20-25%, che paura!
Intanto continuano a moltiplicarsi occasioni di lavoro poco compatibili con la panza. Forse finora ho sottovalutato come sarà incastrare pupo e lavoro (e prima o poi trovare anche qualcuno che mi assuma "davvero", cosa che non sarebbe male!). A. invece e felicissimo e continua a chiedere: Ne facciamo un altro?

giovedì 27 febbraio 2014

Il Concorsone a crocette




Ricapitoliamo. Nelle prossime 31 settimane dovrei riuscire a:
- costruire un bambino (e già questo, di per sé, mi sembra impossibile)
- cambiare città (o farla cambiare ad A.)
- trovare casa (perché qui dentro in tre non ci entriamo nemmeno incastrati)
- e un nuovo lavoro (possibilmente con orari, qualche soldo e qualche diritto, così per dire).

Ed ecco che - taradadàan! - arriva il concorsone! Per la prima volta da quando lavoro (cinque anni o giù di lì) è uscita una selezione ampia che offre 100 (100!) impieghi veri con contratto, certezze, maternità, ferie. Tutti i millemila colleghi disoccupati e precari la tenteranno, i raccomandati saranno tanti e agguerriti, ma come rinunciare senza averci nemmeno provato?

Ho dimenticato qualcosa, mi sembra. Ah, già! Le prove saranno a fine anno, esattamente quando dovrei sfornare il Girino. E la prima sforbiciata sarà con un test A CROCETTE, il nemico assoluto dei due neuroni che mi ritrovo. Credo di non essere programmata per rispondere a domande di questo tipo nemmeno se fossero:

Di che colore era il cavallo bianco di Napoleone?
A Pezzato
B Bianco
C Crema
D Beige

Non so perché, vado completamente in tilt. Direi pezzato, secondo me era una domanda trabocchetto. Ma forse questa volta il potere del Girino sarà con me e insieme, vinceremo. Sempre che nessuno mi denunci prima per sfruttamente del lavoro minorile prenatale!



ps Il mio capo mi ha appena girato il link al Concorsone (cioè alla concorrenza, in altre parole). Ora quale sarà la giusta crocetta?
A Vuole liberarsi di me
B Pensa che ho le mie carte da giocare
C Mi odia
D Sta scherzando